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Il giorno del Ringraziamento è quasi arrivato!

Scopri 5 fatti divertenti di questo giorno che sicuramente ti piacerebbe sapere, insieme con una ricetta di come preparare il tacchino. Sei impaziente che finalmente viene il giorno del Ringraziamento di quest'anno?Quest'anno il giorno del Ringraziamento cade giovedì 22 novembre, come sempre riprendendo il giorno del quarto giovedì di novembre.Sei impaziente che finalmente viene il giorno del Ringraziamento di quest'anno? Allora preparati per una sorpresa, perché in questo post non troverai solo 5 fatti divertenti su questo meraviglioso evento di famiglia, ma anche una ricetta di come fare un gustoso tacchino da condividere con i tuoi cari questo giovedì!
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Toscana – Borghi medievali, i più belli

Se parli di Toscana non possono non venirti in mente quei piccoli paesini medievali o quei borghi in cui piace perdersi alla scoperta di vicoli che sembrano inesplorati da secoli. In questi mesi via abbiamo portato alla scoperta di litorali bellissimi come quelli Etruschi della costa livornese , poi alla scoperta delle terme della toscana e anche di piccole particolarità da visitare a Firenze. Oggi vogliamo portarvi a scoprire i borghi più belli della Toscana. La Toscana ha una storia millenaria e i Borghi che scoprirete oggi sono solo alcuni, delle centinaia di borghi di cui la Toscana è piena, oggi ne abbiamo potuti scegliere solo 3 tra quelli più rappresentativi e famosi. Ma promettiamo oche presto ne scopriremo altri! La storia di questi tre borghi parla già per loro, ma ognuno di loro ha qualcosa di speciale, di nascosto, qualcosa da raccontare. San Gimignano Nel cuore della Toscana, in provincia di Siena, il centro storico è una chicca di torri, merli e storia. E’ forse il Borgo della Toscana più famoso, difficilmente chi viene a visitare la Toscana non conosce San Gimignano, ma vale la pena raccontare qualcosa ugualmente. Nel medioevo San Gimignano è stato uno dei paesi più ricchi e importanti della Toscana. Le 15 Torri che sovrastano il paese dovevano essere veramente uno spettacolo affascinante e incredibile per gli anni di cui parliamo. Dobbiamo pensare anche che nel medioevo, le Torri, erano addirittura una settantina e che chi arrivava dalle campagne, vedendo quel colpo d’occhio da lontano, ne rimaneva sicuramente colpito. Oggi il paese fa parte del Patrimonio UNESCO ed è considerata una delle bellezze mondiali da tutelare per l’umanità. Come dargli torto. Per visitare San Gimignano vi consigliamo di partire dal lato Sud, quello di Porta San Giovanni, da qui si entra direttamente nella cinta muraria della Città che circonda tutto il centro storico. Le Porte di San Gimignano sono 5 in tutto, oltre alla Porta San Giovanni ci sono: Porta alle Fonti Porta San Iacopo Porta San Matteo Porta del Quercecchio Entrando dalla Porta di San Giovanni la strada davanti a noi, via di San Giovanni appunto, ci porta verso il centro della città, alla scoperta delle torri centrali. Sulla strada incontriamo edifici eleganti e sontuosi e una volta superato l’Arco dei Becci, ci troviamo in Piazza della Cisterna che apre poi su Piazza del Duomo. Questa è una delle piazze medievali più belle d’Italia. Qui siamo nel centro città, dove le Torri della Rognosa, del Diavolo e degli Arghidelli ci fanno da panorama. Il monumento più importate del centro città è comunque la Collegiata, una chiesa romanica del duecento che contiene opere pregiate e riconosciute a livello internazionale. Non potete certo mancare la sua visita! Anghiari Molti si chiederanno: “dov’è!?” Anghiari ha una storia incredibile, ed è proprio uno di quei luoghi che ci fa dire che a volte le cose meno conosciute sono anche quelle più belle. In cima ad un colle, sembra fatto con le mani con creta ed argilla, è stato inserito in molte guide Italiane come uno dei 6 Borghi più belli d’Italia. Si trova nella provincia d’Arezzo, ci spostiamo così dalla provincia di Siena verso l’entroterra Toscano. La storia ci raconta di una delle battaglie più famose del quattrocento svoltasi proprio qui, tra Fiorentini e Milanesi. A far crescere la fama di questa battaglia ci pensa il Governo Fiorentino che commissiona al grande Leonardo da Vinci un dipinto da esporre in palazzo Vecchio che raccontasse questa battaglia vinta dalla coalizione della Repubblica Fiorentina. Che fine abbia fatto il dipinto originale è tutt’ora un mistero, alcune teorie di studiosi credono che dietro a qualche dipinto presente tutt’ora nel salone dei 500 si trovi l’originale, ma chissà. Alcune copie sono esposte in giro per il mondo anche il Louvre di Parigi ne ha una. Anghiari è un borgo fortificato, la Valtiberina gli fa da cornice e da sfondo, si innalza potente sul proprio colle come a dominare la valle. La parte antica è datata all’incirca XI sec. Fondata dai monaci Camaldolesi. Tra le meraviglie di questo paese c’è il Monastero di San Bartolomeo, un edifico imponente trasformato dai Perugini in un forte per difendersi. La cinta muraria abbraccia tutto il paese e le sue porte, Sant’Angelo, San Martino e Fiorentina aprono sul centro della città. Il cuore di questo splendido paese è sicuramente la Piazza del Borghetto oggi chiamata Piazza Mameli, qui convergono tutte le stradine del paese e si trovano i due musei più importati del paese uno dentro al Palazzo del Marzocco e l’altro nel Palazzo Taglieschi. Anghiari è veramente un museo a cielo aperto che merita la tua visita. Certaldo Nel dialetto della zona Certaldo diventa CeRtaRdo. E’ il borgo più grande dei tre appena descritti, conta 17.000 abitanti contro i circa 8000 degli altri. Certaldo è la patria di uno dei più grandi poeti Italiani: Giovanni Boccaccio Boccaccio è stato riconosciuto come uno dei più grandi narratori europei del suo tempo e fa parte, insieme a Dante e Petrarca, delle cosiddette “Tre Corone” della letteratura Italiana Diviso dal fiume Elsa e dal torrente Agliena, Certaldo, è in Provincia di Firenze, oggi denominata città Metropolitana. Certaldo non è soltanto divisa dal fiume Elsa ma anche da due nuclei abitativi ben distinti: Certaldo Alto e Certaldo Moderno. E’ la Certaldo alta quella medievale e che possiamo raggiungere con una comoda funicolare su rotaia che parte proprio da Piazza Boccaccio. La conservazione di questo Borgo ha dell’incredibile, perfettamente mantenuto qui possiamo respirare l’aria del periodo medievale. Le stradine stette, il colore rosso acceso dei mattoni e le piccole piazzette Pittoresche ci fanno rivivere l’atmosfera medievale facendo fermare il tempo all’epoca del Boccaccio. Nel piccolo borgo alto potrete ammirare l’Ex Chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, la più antica del Borgo, purtroppo quasi totalmente perduta a causa di una frana, ma in cui potete ancora ammirare, nella navata centrale, il Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli. Altra chicca da non perdere è naturalmente la Casa di Boccaccio, questa fu la residenza dello scrittore e poeta che si affaccia sulla strada principale del borgo. Adesso è sede di una bellissima biblioteca che detiene documenti rari del XVI, XVII, XIII secolo, inoltre è anche la dimora del centro studi Boccaccio. Certaldo si trova in un luogo perfetto per poter raggiugnere anche San Gimignano, di cu abbiamo parlato prima. Non resta che mettersi in cammino, anzi in auto, chiedi informazioni per raggiugnere questi luoghi in tutta tranquillità.
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Autunno in Toscana – cosa fare e Itinerari

L’autunno è partito, e anche se non con una forza decisa, le prime foglie cadono, i colori cambiano e la natura risponde al richiamo naturale del cambio di stagione. Autunno in Toscana è sinonimo di raccolta, e raccolta in Toscana vuol dire di vario genere, Olive, Funghi, Castagne. La vendemmia è ormai alle spalle, adesso è l’ora delle olive. La raccolta in alcuni luoghi è già partita, in altri partirà a breve, il periodo migliore per la raccolta delle Olivia in Toscana va da Ottobre e addirittura si può protrarre fino ai primi di dicembre, l’arco di tempo è abbastanza lungo e ci consente di decidere quando è più consono, per le nostre olive, raccoglierle per avere il risultato migliore. Ma l’autunno in Toscana è anche un bagno di colori, le nostre campagne si tingono di rosso, di giallo, di arancio, è il periodo dell’anno con i tramonti più belli, che fino a Novembre ci accompagneranno. La Toscana si tinge di colori inusuali e quei famosi percorsi che in estate sono verdi e aridi, in autunno diventano freschi e colorati a tinte calde. Ma vediamo alcune attività imperdibili di questo autunno in Toscana. La Via Francigena Questo è il momento migliore dell’anno per percorrere la Via Francigena nella parte della Tsocana. 380 chilometri immersi nella natura, nei colori uniti della Toscana, oltre 1000 strutture ricettive e 38 comuni attraversati partendo dalla Cisa e arrivando ad Acquapendente. Un itinerario fantastico da poter fare a piedi, in bicicletta, proprio lo scorso Giugno il consiglio regionale Toscano ha approvato un decreto che ha assegnato fondi agli Enti Locali per la segnaletica del tracciato ciclo-turistico, un passo importante questo, per la cultura e la promozione del nostro territorio. Storicamente la Francigena era la strada che portava dai paesi del nord Europa (Inghilterra, Belgio, Francia) a Roma. Qualcuno sostiene che la prosecuzione di questa strada sia in Puglia e che portasse in direzione Gerusalemme, ma non esistono prove certificate storiche di tale teoria. Fatto sta, che i paesaggi incontrati lungo questi percorsi, sono da far togliere il respiro. Alla scoperta del Casentino Una bella vallata, una delle più importanti della Toscana, insieme al Mugello, la Garfagnana, la Valdelsa, il Valdarno e la val di Chiana. Si trova nella provincia di Arezzo e si estende per una superficie di circa 820.00 Chilometri quadrati, è attraversata dal fiume Arno che trova poi il suo tratto più importante attraversando Firenze e Pisa. Il Casentino conta circa 40.000 abitanti ed è formato da 12 comuni. Sono questi comuni, molto piccoli e caratteristici a rendere speciale questa Vallata. Stia e Pratovecchio luoghi che ancora portano il sapore della storia contadina e Poppi che fa parte del club dei “Borghi più belli di Italia”. I percorsi da fare in casentino sono a migliaia e tutti interessanti, non resta che l’imbarazzo della scelta, basta lasciarsi andare e non rimarremo delusi. Castelli ancora intatti e visibili come il Castello di Poppi, ne abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato ai castelli Toscani, oppure il castello di Romena, insomma una valle tutta da scoprire. Per non parlare della parte culinaria, che culmina con piatti ormai diventati tipici della cucina Toscana come la Scottiglia, uno stufato di carne di vario genere, servito con pane, che proprio per questo viene anche chiamato il “cacciucco di terra” ricordando il famoso cacciucco Livornese. Un bellissimo luogo tutta da scoprire. A caccia di Castagne Ecco che anche le castagne fanno il suo ingresso di diritto nelle cose importati dell’Autunno Toscano. La Castagna è un frutto, e anche se davanti alla parola frutto ci viene in mente solo una cosa colorata e succosa, la Castagna è un frutto a tutti gli effetti, è il frutto del Castagno, a differenza della castagna dell’Ippocastano che invece è un seme. Di Castagne ci sono molte varietà, ma la Toscana vanta il Marchio IGP al Marrone del Mugello, che sono quelle grosse e croccanti con la polpa bianca e il sapore dolcissimo. Si trovano appunto nel Mugello, ma sono diffuse in tutta la parte della Zona del Falterona, lato Dicomano per capirsi e non soltanto lato Casentino. Prende il nome da questo frutto proprio un paese in quella zona, Castagno d’Andrea a circa 7 Km dal comune di San Godenzo, un paese a circa 700 metri di altitudine. Ecco, la ricerca delle castagne è un attività da fare in questo periodo, basti pensare che a Marradi, piccolo paese nel Mugello c’è per tutte le Domeniche di Ottobre, la Sagra delle Castagne, che ha ormai una storia di oltre cinquant’anni. Va detto anche che la raccolta delle Castagne è un importante risorsa economica per molti abitanti delle zone dell’alto Mugello e quindi prima di avventurarsi a caso in campi magari di proprietà privata, è meglio contattare un ente turistico di zona per farsi dire dove, come e quando presentarsi per raccogliere questo buonissimo frutto senza incorrere in qualche contadino furioso. Una volta raccolti i frutti e tornati a casa con le nostre belle castagne, non ci resta che creare le ricette Toscane più famose. La prima ricetta Toscana, che è anche quella più famosa prende il nome di “Ballotte”, cioè prendere le castagne e lessarle con la buccia. Questa è una ricetta antichissima, povera ma tipica dei contadini Toscani che la usavano nei momenti di autunno per riscaldarsi e per combattere i morsi della fame che spesso non venivano combattuti che on le castagne Poi c’è il castagnaccio, un dolce tipico, fatto con farina di castagne, ramerino e pinoli, oppure una ricetta facile è quella che a Firenze si chiama fare le “Caldarroste” cioè di prende la castagna si intaglia la buccia, la si mette nel forno (oppure in una padella apposita bucata) e appena sono arrostite sono pronte, si mettono in un canovaccio per tenerle ben calde, e sbucciandole via via si mangiano, sorseggiando un buon vino rosso. Questa si che è goduria Toscana! Insomma la Toscana regala anche in autunno una natura bellissima, a tratti incontaminata con feste e tradizione che ancora ci racconta di una terra piena di voglia di mantenere inalterati i suoi sapori, gusti e odori tipici. L’autunno porta via con se la calda estate ma ci porta a fare un viaggio bellissimo attraverso colori forti e tramonti unici che solo in questo periodo riusciamo ad ammirare. La Toscana in questo periodo è bellissima e se proprio dovete scegliere un momento per rilassarvi e godere davvero questa terra, questo è quel momento. Vi aspettiamo.
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Toscana, 5 castelli da vedere

I castelli sono immaginazione, fantasia, avventura, nell’immaginario collettivo sono luoghi un po’ tenebrosi, dove sentire in lontananza un cavallo trottare che arriva, un cavaliere vestito di nero che scende, un duello tra gli alberi di una foresta. Anche in Toscana, molti castelli evocano questa immaginazione, e spingono chi li visita a fantasticare su duelli medievali o rivalse rinascimentali. Si anche perché i Castelli non sono sempre come ce li immaginiamo, con torri, merletti, ponte levatoio e coccodrilli intorno, a volte sono solo enormi e sontuosi palazzi. E in Toscana è pieno degli uni e degli altri. Per definizione il Castello è una struttura fatta anche da più edifici fortificata, costruito per ospitare soldati e guarnigioni, il castellano e la sua famiglia. Erano a difesa del territorio, spesso in posizioni strategiche per permettere di essere difendibile e poco attaccabile, per questo anche il fossato intorno che non permetteva a chi attaccava di avere facile accesso all’ingresso. Il segno di riconoscimento del castello è innanzitutto il Mastio, cioè la torre, che spesso era anche la residenza della famiglia proprietaria del Castello, quindi se non avete un Mastio nella vostra casa non avete un castello. Di castelli dicevano ce ne sono tanti, noi ne prendiamo alcuni, diciamo facciamo una mini classifica dei 5 castelli che per noi sono da vedere/visitare/provare, gli altri magari in un articolo prossimamente. Il primo è indiscutibilmente quello di Vincigliata alle porte dei Firenze. Nella Foto di copertina lo vediamo dall’alto, nella seconda immagine possiamo vedere la corte interna, sempre del Castello di Vincigliata. Nella terza foto l’interno del Castello di Poppi. Il Castello di Vincigliata (Firenze) Il primo agglomerato di case che iniziavano a costituire le fondamenta del castello si hanno intorno al 1031, la proprietà a quel tempo era dei Vinsodomini e Alessandri. Per quasi 800 anni questo castello è stato oggetto di perdite al gioco, vendite, ed è stato proprietà di molte famiglie importati e famose di Firenze, fino quasi alla completa distruzione. Nel 1840, ormai in rovina, un giovane Lord inglese John Temple Leader lo vide durante una sua passeggiata sulle colline fiesolane, ne rimase colpito e decise di comprarlo. Tra le leggende si narra di una giovane donna chiamata Donna Bianca, richiusa tutta la vita nella torre dal padre che non voleva che lei convolasse a nozze con il giovanotto di zona di cui era innamorata, il lord si innamorò della leggenda e di questo posto colmo di fantasie e decise di restaurarlo, con la collaborazione di grandi artigiani e artisti fiorentini. Al suo interno creò il suo personale museo, ospitando armature, affreschi e bassorilievi comprati o ritrovati nelle botteghe fiorentine. Il Castello di Fosdinovo (Massa Carrara) La costruzione di questa imponente fortezza ha inizio a metà del XII secolo. E’ il classico castello da fiaba, da leggenda, con una pianta quadrangolare e le quattro torri tondeggianti, i camminamenti sopra i tetti, un cortile centrale interno e poi loggiati e terrazze. Anticamente era protetto da un ponte levatoio che portava su un piccolo cortile dove si trovavano i cannoni difensivi con una colonna romanica che sostiene i loggiati superiori. E’ da qui che partono le grandi rampe di scale che portano al cortile centrale, le scale sono talmente larghe che ci si poteva passare con i cavalli! Il porticato che ci troviamo di fronte è tutto in pietra e ci porta nelle sale del castello, arredate e affrescate alla fine dell’800. La grande sala di ingresso, il salone da pranzo con il camino del ‘700 e la camera del trabocchetto con sotto la sala delle torture. Il Castello di Poppiano (Montespertoli) Un castello affascinante, immerso nel verde del Chianti quello vero, Montespertoli, un luogo denso di storia, pieno di attività che la famiglia proprietaria si impegna a tramandare come la tradizione del buon vino, e del suo famoso vin santo. Un castello costruito anche questo intorno all’anno 1000, se ne ha notizia già nel 1199 quando apparteneva già alla Famiglia Giucciardini, tutt’oggi ancora proprietaria. Il Castello faceva parte del sistema di difesa di Firenze e proprio per questo motivo venne attaccato e quasi distrutto durante il famoso assedio di Firenze del 1529. Il Castello è su una collina, è circondato dal borgo medievale, è a forma di L ed ha una torre merlata visitabile, con al suo interno la vinsanteria storica, dove viene ancora prodotto e tenuto ad invecchiare il Vinsanto Guicciardini Castello di Meleto (Gaiole in Chianti) Possedimento dei monaci Benedettini, abbiamo testimonianze di questo castello dai primi del 1100. Successivamente è stata proprietà di un certo “Guardellotto” sembra membro di una famiglia feudale di zona al quale Federico Barbarossa confiscò tutto per passarli alla famiglia Ricasoli-Firidolfi. E’ qui che nasce il ramo della famiglia Firidolfi da Meleto. Nel 1256 nel libro degli estimi dei Guelfi Fiorentini si legge per la prima volta Meleto in Chianti, proprietà dei Firidolfi. E’ posizionato al confine tra Siena e Firenze quando Siena e Firenze erano Repubbliche ed è per questo che il castello è stato teatro di furiose battaglie tra Guelfi e Ghibellini. Fu luogo dell’invasione aragonese del Chianti nel 1478 e fu assediato, anche questo, durante la guerra dei Medici, ma dai Senesi, durante l’assedio di Firenze del 1529 Il Castello di Poppi (Poppi-Arezzo) Il Castello di Poppi è nel comune di Poppi, ed è proprio un monumento del paese, che si trova nella provincia di Arezzo. Edificato all’incirca come gli altri intorno all’anno 1000 si hanno le prime tracce intorno al 1191, ristrutturato poi nel 1274 per volontà del Conte Simone Guidi e di suo figlio Guido. Incerta la paternità della costruizone, si parla anche di Arnolfo di cambio, già padre di tantissime opere in Toscana, come la Torre che sovrasta Palazzo della Signoria a Firenze, chiamata proprio torre di Arnolfo. La storia di questo castello è importante perché è qui che si è tenuta una delle più famose battaglie tra Guelfi (per lo più Fiorentini) e Ghibellini (per lo più senesi), la battaglia di Campaldino che si combattè l’11 Giugno del 1289 alla quale parteciparono tra gli altri, Dante Alighieri e Cecco Angiolieri. La vittoria dei Guelfi in questa battaglia spalanco la strada all’egemonia di Firenze su Tutta la Toscana. Certamente tutti questi castelli non sarebbero castelli veri se non avessero ognuno le proprie leggende, i propri fantasmi, i propri segreti, ma per scoprire ogni storia nascosta, che sia leggenda, realtà o fantasia, non vi resta che venire a scoprirli. Preparatevi alla battaglia.
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I 7 posti migliori per festeggiare Halloween 2017

1. Città del Messico, Messico    In Messico, a causa della sua vicinanza con gli Stati Uniti, è diventato popolare. Tre persone su dieci escono con i loro figli a chiedere caramelle con la frase Cooperare per il mio cranio o Il cranio ha fame, hai un pezzo di pane? I giovani celebrano vestirsi e visitando casa di amici o andare alle feste private. Ma soprattutto il 31 ottobre, 1 novembre e 2 la gente va al pantheon che decorano le tombe con un fiore arancione chiamato "cempazúchitl", nelle case che hanno messo gli altari e le offerte in onore dei morti, in cui sono collocati, bevande cibi tipici, foto e fiori.    È possibile visitare Città del Messico in Halloween con Servantrip: Controlla i nostri servizi in Città del Messico
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7 hotel infestati per dormire in questo Halloween

Fairmont Banff Springs HOTEL - Alberta, Canada   Sin dal suo inizio alla fine del 1800, il Banff Springs Hotel è stata oggetto di fantasmi. Rimodellamento d'urgenza all'inizio della sua storia ha portato alla creazione accidentale di una piccola stanza senza finestre o porte. L'errore è stato murato e cancellato dai modelli, ma la "stanza segreta" non era contento di essere dimenticato - è stato il centro di attività paranormali non confermato fino al 1926, quando è stato distrutto in un incendio. Una volta che la sezione della struttura è stata ricostruita, senza l'errore, le segnalazioni di fantasmi lì si fermarono. Prendendo il loro posto, tuttavia, erano uno spirito di nome Sam utile il fattorino, che assiste gli ospiti che arrivano in hotel; una sposa fantasma che vaga senza meta; e lo spirito di una bambina uccisa che fa le impronte digitali non disinfettabili allo specchio in camera 873 con i suoi Freaky, viscide mani del bambino-fantasma.
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